121 anni del “Votapentole” – 20 maggio 1899

Il Forte Belvedere è una Fortezza posizionata all’estremità superiore dei Giardini di Boboli, intitolato a Santa Maria in San Giorgio ed è la seconda fortezza fiorentina. Essa si affaccia sulla città con una prospettiva panoramica molto bella. Il Forte Belvedere fu costruito per motivi bellici e di protezione. Era l’ultimo rifugio per la Famiglia de’ Medici nel caso in cui la città venisse attaccata, ma anche a protezione di una eventuale sommossa interna verso il potere. Il Forte infatti poteva essere facilmente raggiunto da Palazzo Vecchio, tramite il Corridoio Vasariano, attraverso il giardino di Boboli. All’interno del Forte Belvedere i Medici avevano collocato anche a un segretissimo “forziere” che poteva contenere l’intero loro tesoro.

Dalla sua costruzione la fortezza fu vigilata a vista e poi alla fine del Settecento, dopo l’arrivo a Firenze dei Lorena, essa assunse un ruolo diverso, abbandonando in parte il ruolo di fortezza e aprendosi alla popolazione che così poté usufruire di un vero e proprio “balcone” aperto sulla bellissima panoramica di Firenze. Nel corso della sua secolare presenza sulle colline di Boboli, il Forte di San Giorgio non fu mai attaccato e non ha mai avuto una vera funzione strategica dal punto di vista militare. Non un colpo di cannone per fini bellici è mai stato sparato dai suoi bastioni.

Il “votapentole”, Cannone di Mezzogiorno

In realtà, anche per fini scientifici, alcune cannonate sono state sparate dai bastioni del Forte. Sono state quelle a salve del “votapentole”. Alle ore dodici di ogni giorno, un cannone dalla terrazza del Forte annunciava il mezzogiorno.

Sin dalla metà del XIX secolo gli orologi delle varie città toscane venivano aggiustati periodicamente con l’utilizzo delle meridiane. Pensare che quello di Palazzo Vecchio per un periodo fu regolato sincronizzando l’orologio con la meridiana di Piazza della Signoria. Sappiamo che le meridiane non erano tutte perfette, figuriamoci nelle varie città della Toscana, lo scarto era notevole. Pertanto il Mezzogiorno a Lucca era differente di circa quindici minuti e quindi un dramma per gli orari di riferimento delle ferrovie, dei telegrafi, delle poste, delle messaggerie e dei piroscafi postali; il tempo era di fondamentale importanza. Dopo l’unità d’Italia si rese necessario passare ad una misurazione del tempo più precisa e unica con la condivisione di un tempo medio con altre città importanti della nazione e dell’Europa. Dopo Firenze Capitale si adottò quindi il tempo medio del meridiano di Roma, adeguato a quello inglese di Greenwich. (1)

Successivamente, con l’adozione del segnale orario medio univoco, dal Torrino della Specola, dove erano rimaste le funzioni della misurazione del tempo, alle dodici ore del giorno una bandiera tricolore si abbassava proprio allo scoccare di Mezzogiorno.

Ma sulla scorta di ciò che si svolgeva nella nuova capitale spostata a Roma ormai da qualche decennio, il Tenente Generale Carlo Aymonino, Comandante della Divisione Militare Territoriale di Firenze, propose al Sindaco Pietro Torrigiani di annunciare il mezzogiorno di tempo medio dell’Europa centrale con un colpo di cannone.

Il Sindaco acconsentì e un’opera di collegamento di tutte le istituzioni coinvolte fu organizzata per poter procedere all’operazione di segnalazione acustica precisa di Mezzogiorno.

 

Il primo sparo del cannone avvenne il 20 maggio 1899 alle ore dodici precise; contemporaneamente, cessò il vecchio segnale effettuato con la bandiera.

Numerose furono le forme di comunicazione della nuova segnalazione, i giornali del tempo ne parlarono ampiamente e furono affissi anche alcuni manifesti.

Nel corso degli anni furono sostituiti, mano a mano, i cannoni che svolgevano la funzione del “colpo a salve” del Mezzogiorno. Alcuni problemi di vibrazioni anomale segnalate per lo spostamento d’aria ricevuto dalle torri, dei palazzi e dei monumenti, compresa quella di Arnolfo di Palazzo Vecchio, fecero ridurre il calibro dei cannoni e di conseguenza i decibel del “colpo”.

I fiorentini, ogni volta che udivano quel colpo di cannone, avevano ben presente che fosse arrivata l’ora del pranzo. Tanto è vero che il pezzo di artiglieria utilizzato per lo sparo fu ribattezzato con il soprannome di “votapentole” o anche “Cannone delle pastasciutte”. Era il momento della pausa. Si finiva la mattinata di lavoro per andare a “desinare”.

Le cannonate di mezzogiorno proseguirono fino al 31 dicembre 1935, quando per aggiornamento della misurazione del tempo e lo sviluppo di nuove tecnologie, il  “votapentole” andò in pensione. Dal 1° gennaio 1936 il mezzogiorno fu annunciato tramite il suono di tutte le sirene antiaeree della città, comandate sempre dal Forte Belvedere, che al tempo era edificio militare. Erano azionate trenta secondi prima del mezzogiorno e terminavano allo scoccare delle dodici precise. Le sirene suonarono tutti i giorni durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, anche in orari diversi e il segnale del mezzogiorno fu ripristinato dopo la fine del conflitto.

Il 4 novembre 1949, in occasione della Giornata dell’Unità nazionale e delle forze armate, il “votapentole” tornò a sparare.

La segnalazione del mezzogiorno era ancora in atto a fine maggio 1953, ma non sappiamo in realtà il giorno preciso in cui il cannone smise di sparare. Non è stato possibile trovare la data precisa della cessazione del servizio. Forse il 20 maggio 1956 quando il Forte Belvedere passò di proprietà in favore del Comune di Firenze. (2)

 

Il colpo di artificio ad emulazione dello sparo di cannone

Durante le manifestazioni organizzate dalla Provincia di Firenze nel corso dell’anno 2008, un fuoco d’artificio, in sostituzione del colpo di cannone, deflagrò per dieci giorni consecutivi a rievocare il “Cannone delle Pastasciutte”, così lo chiamava Piero Bargellini. Il momento fu però diverso: si combinarono due concetti, “i’ tocco” inteso come l’indicazione oraria dell’una di pomeriggio, l’ora di “desinare”, con la cannonata, che in realtà era sempre stata a indicare il Mezzogiorno.

Il 13 ottobre 2013, proprio nella stessa posizione di allora, fu riprodotto nuovamente il colpo del Cannone di Mezzogiorno in occasione della Giornata del Fiorentino. Anche in questa occasione si trattò di un botto di fuoco d’artificio, è stata l’ultima volta che si è rievocata una tradizione che potrebbe essere possibile recuperare anche ai giorni nostri.

Concludendo, i fiorentini hanno colto ancora una volta l’occasione per rendere tradizione una pratica nata per scopi diversi da quello di segnalare l’ora del pranzo. Il cannone delle pastasciutte o votapentole che dir si voglia, esalta la classica volontà di rendere simpaticamente omaggio ad una pratica affettiva e di tradizione fiorentina.

Auspico un ripristino del segnale di mezzogiorno, potrebbe essere davvero un momento piacevole per Firenze e per i fiorentini.


(1) (2) – (Simone Bianchi, INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Il segnale Orario a Firenze)