Mastuchino, il padre del “salto del fiocco”

Alfredo Gaetano Maria Forni, detto Mastuchino o Mastuino, figlio di Arcangelo del fù Giuseppe Forni Macellaro e di Maria Anna del fù Domenico Marcelli sua Consorte, nacque il venerdì 16 aprile del 1868 alle ore 4 di mattina e fu battezzato nella parrocchia di San Martino il giorno successivo.

Mastuchino è stato spesso fotografato o dipinto come Alfiere della Contrada dell’Aquila e ancora oggi si ritiene che abbia avuto una vera fede per detta contrada, ma in realtà nacque e abitò in Salicotto, nel territorio della Torre confermato dal fatto che il fratello Guglielmo, il famoso “Polvere” era stato custode della della contrada della Torre per tantissimi anni, al quale fu dedicata addirittura la copertina del Numero Unico stampato per la vittoria conseguita il 16 agosto 1947.

Mastuchino è stato un Alfiere importante e precursore di gesta famose a Siena. A lui viene spesso riconosciuta propria una delle gesta più belle dello sbandieramento tradizionale. Il cosiddetto “salto del fiocco”, che non sarebbe altro che il salto della bandiera, era stato già descritto nei trattati seicenteschi sul maneggio della bandiera e ricavato in particolare da trattato “La Bandiera” di Francesco Ferdinando Alfieri scritto appositamente sull’argomento. Pare che però che Mastuchino non potesse conoscere approfonditamente quei trattati sulla bandiera e si ipotizza che alcune gesta da lui interpretate possano essere pervenute per trasmissione orale oppure dovute ad interpretazioni di atteggiamenti dettati dallo spettacolo di altro genere e applicate allo sbandieramento.

 

 

 

Alfredo Forni detto Mastuchino e il suo “salto del fiocco”

Mastuchino è ad ogni modo il padre del “salto del fiocco” per aver avuto il merito della sperimentazione del gesto e aver trovato il giusto contesto applicativo allo sbandieramento dell’Alfiere e questo gli fu riconosciuto universalmente, così come l’impegno nel ruolo di Alfiere.

Nel 1929 il periodico a tiratura nazionale, “La Lettura” – Rivista mensile del Corriere della Sera, richiede la collaborazione di Alfredo per un trattato sulla bandiera e con i colori della Contrada della Selva e viene fotografato in varie pose che rappresentano giustamente alcuni passaggi base dello sbandieramento degli Alfieri senesi.

Francesco Ferdinando Alfieri codifica questo gesto con il passaggio dell’insegna sotto le gambe “in un tempo solo” partendo dalla destra.

 

 

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