
Secondo una biografia postuma scritta dall’Arcivescovo di Amalfi intorno all’anno Mille, Zanobi sarebbe nato a Firenze in un giorno imprecisato, intorno alla metà del IV secolo. Educato cristianamente dal vescovo Teodoro, si trasferì a Roma con Ambrogio, conosciuto quando questi passò da Firenze nel 394. Conobbe anche papa Damaso I, che lo incaricò di un’importante missione a Costantinopoli.
Al suo ritorno a Firenze iniziò una lunga e impegnativa opera di cristianizzazione della città e, per volontà dei cittadini, ne divenne vescovo. Organizzò una rete simile alle attuali diocesi, che comprendeva anche zone esterne al contesto cittadino, e promosse l’evangelizzazione e la vita liturgica dei fiorentini.
Nel corso della sua vita ecclesiastica a Zanobi, antico nome spesso citato nei documenti storici, furono attribuiti alcuni miracoli, ricordati ancora oggi come elementi importanti della storia di Firenze.
La targa sulla facciata di Palazzo Valori e Altoviti, in Borgo degli Albizi – meglio conosciuto come Palazzo de’ Visacci per le rappresentazioni di strani personaggi in bassorilievo sulla facciata – ricorda il vescovo che, durante una processione, incontrò una donna con in braccio il proprio figlio morto. La donna, sconvolta, pregò Zanobi di salvarlo. Il vescovo, colpito dalla disperazione di quella madre, prese il bambino, lo benedisse e lo riportò in vita.
Il miracolo più conosciuto del primo vescovo di Firenze avvenne però dopo la sua morte, ipotizzata tra il 417 e il 429 e convenzionalmente fissata al 25 maggio. Zanobi fu inizialmente sepolto nella chiesa di San Lorenzo, che all’epoca si trovava fuori dalla prima cerchia delle mura cittadine.
Il 26 gennaio del 429 si verificò un evento ritenuto del tutto innaturale. La leggenda narra che, al passaggio del feretro di San Zanobi, in quel giorno trasferito dalla chiesa di San Lorenzo a quella di Santa Reparata – la cui origine sembra risalire a un voto fatto per ringraziare della vittoria cristiana del 405 su Radagasio, re dei Goti – un olmo secco, nato e cresciuto accanto all’attuale Battistero di San Giovanni, miracolosamente rinverdì quando i suoi rami furono sfiorati. Da quell’istante alcune gemme dormienti produssero nuove foglie verdi, riportando in vita l’isolato albero, ormai considerato morto.
Un documento assolutamente originale che conferma l’antica tradizione del Miracolo di San Zanobi è contenuto nel Messale EDILI 145 c. 139v, conservato presso la BML – Biblioteca Medicea Laurenziana. La miniatura raffigura il corteo funebre, aperto da numerosi religiosi, con il corpo del vescovo Zanobi trasportato a spalla verso Santa Reparata, seguito dalle alte cariche religiose e civili, accanto all’olmo rinverdito.

Secondo varie fonti storiche, il legno dell’albero miracoloso fu in seguito utilizzato per scolpire un crocifisso che si trova tuttora nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri, in via San Gallo. Altre fonti tramandano invece che lo stesso legno fu impiegato per le tavole di base di un dipinto del Maestro del Bigallo, raffigurante le gesta di San Zanobi durante la sua vita vescovile.
A Zanobi è dedicata la colonna collocata lateralmente al Battistero di San Giovanni, davanti alla porta nord, eretta proprio nel luogo in cui avvenne il miracolo. Essa presenta un fusto in granito sormontato da un albero in ferro e da una croce, collocata in data imprecisata. Della colonna si hanno notizie certe a partire dal 1333, quando fu abbattuta dall’alluvione e successivamente ricostruita. Un’iscrizione sul fusto, apposta intorno al 1375, ricorda la leggenda di San Zanobi. La croce originale, caduta nel 1501 durante i preparativi della festa di San Giovanni, è oggi esposta al Museo dell’Opera del Duomo.
La colonna di San Zanobi è uno dei simboli di Firenze ed è collocata in questo luogo perché strettamente legata al miracolo divenuto tradizione. Per tale motivo, ogni anno viene organizzata una commemorazione alla presenza delle autorità civili e religiose della città. Il suo significato è così forte da essere stato tramandato per oltre quindici secoli fino ai giorni nostri.
L’annuale manifestazione celebrativa dell’evento fa parte del calendario ufficiale degli eventi storici del Comune di Firenze e, insieme ad altri appuntamenti, costituisce l’impianto dell’attività istituzionale del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina.
In questa occasione il Comune di Firenze omaggia la ricorrenza ornando la base della colonna di San Zanobi con fiori bianchi e rossi, i colori della città. La celebrazione si svolge il 26 gennaio di ogni anno alla presenza delle autorità civili e religiose: simbolicamente, l’olmo “rifiorisce”, così come avvenne al passaggio del feretro del vescovo, quando l’albero, da secco, tornò in vita.
Il Miracolo di San Zanobi è un evento unico, profondamente legato alla storia e alla tradizione di Firenze, e coinvolge cittadini e turisti in un ricordo mistico e celebrativo di un avvenimento leggendario.
Programma 2025
- Ore 15:30 – Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina muove dal Palagio di Parte Guelfa per raggiungere piazza della Signoria e unirsi al Gonfalone di Firenze e alla Famiglia di Palazzo, alla presenza delle autorità cittadine.
- Ore 16:00 – In piazza San Giovanni, presso la Colonna di San Zanobi, si uniscono le autorità religiose per la commemorazione.
- Ore 16:30 – Dopo l’omaggio floreale da parte delle Madonne Fiorentine, si esibiscono i Bandierai degli Uffizi; al termine, il Corteo rientra al Palagio di Parte Guelfa.

